… che cosa volevo? (traduzione)

Un po’ di tempo fa avevo postato un pezzo tratto da “Glory Road” di Robert Heinlein… Ora ho deciso di riproporre lo stesso identico pezzo tradotto.

Perché? Poco tempo a disposizione per ideare post? Probabile… Una sincera convinzione che in fondo siano le stesse cose che anch’io voglio? Plausibile… Sto leggendo un libro che viene citato nella citazione? Ragionevole

Che cosa volevo?
Volevo un uovo del mitico uccello Roc. Volevo un harem pieno di incantevoli odalische che si sentissero meno che polvere davanti alle ruote del mio carro, meno della ruggine che mai aveva macchiato la mia spada.
Volevo oro rosso in pepite grandi come un pugno e gettare ai cani quel buffone. Volevo alzarmi in piena forma e andare a spezzare qualche lancia, e poi prendermi una bella ragazza per il mio droit de seigneur… volevo affrontare il Barone e sfidarlo a toccare la mia donna, se ne aveva il coraggio! Volevo sentire l’acqua color di porpora chioccolare contro la chiglia della Nancy Lee nella frescura del turno di guardia del mattino, e nessun altro rumore, nessun altro movimento, salvo il piegarsi lento delle ali degli albatros che ci avevano seguiti durante le ultime mille miglia.
Volevo le lune precipitose di Barsoom. Volevo Storisende e Poictesme, e Holmes che mi svegliasse per dirmi: “La caccia è cominciata!”.
Volevo discendere il Mississippi a bordo di una zattera e sfuggire alla folla scatenata in compagnia del duca di Bilgewater e del Delfino Perduto.
Volevo il Prete Gianni, ed Excalibur impugnata da un braccio candido come la luna che sporgeva dal lago silenzioso. Volevo salpare con Ulisse e con Tros di Samotracia e mangiare il loto in una terra di eterno meriggio.
Volevo il senso del romanesco e il senso del meraviglioso che avevo provato da bambino. Volevo che il mondo fosse come mi avevano promesso che sarebbe stato… invece di quel lurido e fetido guazzabuglio che è.

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3 thoughts on “… che cosa volevo? (traduzione)

  1. Io invece,
    voglio essere personaggio

    Voglio essere vivo.

    Voglio sentire il vento fra i miei capelli,
    aspirare gli acri odori di taverne e porti,
    sorseggiare bevande dissetanti o inebrianti,
    pranzare a fianco di mendicanti o re,
    amare e odiare, ed esserne ricambiato.

    Voglio armi per combattere i miei avversari,
    e vincerli, o esserne sconfitto,
    in virtù o a dispetto di un cieco destino.
    Voglio sentire il dolore di ogni singola ferita
    sulla mia pelle.

    Voglio gioire e soffrire,
    girare il mondo, vedere paesi
    e bandiere del tutto sconosciuti.
    Voglio poter guardare il cielo,
    e chiedermi cosa accadrà domani.

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